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La Lumaca Romana

Allevamento:Via Strada della costa 22 Borgo Sabotino LT Sede Legale :Via Ennio Visca 60 Nettuno RM

Lun - Sab 9.00 - 19.30

Domenica Chiuso

Vendita & Commercializzazione

Vendita & Commercializzazione

Vendita e Commercializzazione Lumache – Principali specie commerciali di lumache

Attraverso anni di allevamento e selezione commerciale, possono essere al giorno d’oggi considerate tre le specie di lumache commercialmente più rilevanti. C

aratteristiche comuni a queste varietà sono la loro adattabilità alla vita di allevamento in luoghi recintati, ben diversa da quella degli ambienti naturali. Molte specie di lumache, infatti, pur possedendo ottime carni non sono in grado di sopportare la cattività, con i suoi spazi limitati ed il conseguente sovraffollamento.

Le specie meglio adattate agli impianti elicicoli sono, nel dettaglio:

Helix aspersa
si tratta di una delle specie di chiocciola più diffuse nell’area mediterranea. Presenta una conchiglia dotata di quattro o cinque spire, convessa nella parte alta e più allargata ed espansa verso il basso. Le dimensioni della conchiglia raggiungono i 25-40 millimetri di diametro, ed i 25-35 mm in altezza; il guscio presenta un colore molto variabile, ma generalmente è marrone scuro intramezzato da bande, striature o macchie di colore marrone chiaro, nocciola o giallastro. È la specie di gran lunga più allevata in Italia, rappresentando circa l’80% dell’intero patrimonio elicicolo nazionale. Si tratta di una specie ad elevato tasso riproduttivo, in grado di produrre dalle tre alle quattro deposizioni l’anno a seconda dell’area geografica e del clima dove è situato l’impianto, con una media di 80-85 uova per deposizione. In Italia è conosciuta anche con il nome Maruzza (o Zigrinata), in Spagna come Caracolas ed in Francia come Chagriné o Petit-gris.
Helix pomatia
è tipica delle zone lontane dalla fascia mediterranea, poiché predilige elevate umidità e temperature basse; nel nostro Paese si è perciò acclimatata bene solo nelle aree più temperate e lontane dal mare, come il nord Italia e la fascia appenninica settentrionale. Si tratta di una specie che produce carni di ottima qualità, apprezzate sia per il consumo fresco che dall’industria alimentare di conservazione; il fattore limitante è tuttavia la crescita, che è particolarmente lenta. Per questo la Helix Pomatia è una specie relativamente poco allevata nel nostro Paese. La conchiglia è color crema o tendente al marroncino, talvolta con bande di color marrone, e presenta cinque o sei spire. L’apertura è larga, e le dimensioni della Helix Pomatia raggiungono i 30-50 millimetri in larghezza ed i 30-45 in altezza. È conosciuta da noi con il nome comune di Vignaiola bianca o Chiocciola borgognona, mentre in Francia viene detta Gros-blanc o Escargot de Bourgogne; la Helix Pomatia è infatti una specie originaria della regione francese della Borgogna.
Helix vermiculata
conosciuta anche come Eobania vermiculata, questa chiocciola è particolarmente diffusa nella zona mediterranea, sia lungo le coste (dalla Spagna occidentale alla Crimea) che nelle isole. La conchiglia presenta quattro o cinque spire, una forma depressa ed è larga circa 22-35 millimetri, mentre la sua altezza varia da 14 a 24 mm. Il colore della conchiglia è decisamente variabile, e può andare dal bianco al giallo-verdastro talvolta intramezzato da macchie o bande di altri colori, frequentemente marroni. È la specie dominante nell’Italia centro meridionale, dove è conosciuta anche con il tradizionale appellativo di Rigatella. Di solito viene raccolta in natura, poiché l’allevamento non è economicamente favorevole; i molluschi raggiungono infatti dimensioni inferiori rispetto alle altre Helix. In Italia se ne trovano soprattutto importate, principalmente da Nordafrica, paesi dell’Est e Grecia.

La raccolta delle lumache può essere attuata in qualsiasi periodo dell’anno, a seconda della destinazione commerciale e della taglia corporea raggiunta dei molluschi. Prima della commercializzazione le chiocciole devono essere poste all’interno di gabbie ben aerate per almeno 15 giorni, senza essere alimentate.

Trascorso questo periodo di tempo le chiocciole vengono riselezionate eliminando il tasso di mortalità avvenuto durante la “spurgatura”. Un processo correttamente eseguito prevede un tasso di mortalità che và dal 2% al 4%.